17 Marzo 2021

Come trasformare il tuo LATO OMBRA in LUCE



La nostra identità personale è condizionata da due lati rappresentativi della nostra interiorità: un lato di Luce ed un lato Ombra.

L’aspetto luminoso, con la sua piacevolezza, rivolge sguardo tenero e sorriso sincero: è quello che più spesso ci identifica con la parte buona e socievole del nostro essere; il lato oscuro, invece, è quell’insieme di caratteristiche che generalmente non ci piace: quelle particolarità che, guardandoci allo specchio, identificano un lato che vorremmo a volte sopprimere per quanto deleterio si rivela nella nostra vita e, in particolare, nei rapporti con gli altri (sentimentali, lavorativi, amicali…).

Entrambi gli opposti, in un connubio esemplare, ci rendono quello che siamo: non potremmo essere noi stessi senza una parte essenziale che ci caratterizza ed identifica.

Ma cosa fare se non troviamo affinità con un nostro specifico temperamento o un aspetto del nostro carattere? Cosa possiamo fare se una delle nostre peculiarità non ci piace?

Innanzitutto non dobbiamo reprimerla!

Possiamo però cercare di conoscerla, possiamo scavare nella profondità di noi stessi per capire il perché di certi atteggiamenti, possiamo sciogliere i blocchi energetici ad essi connessi, possiamo evolvere le prospettive guarendo le sofferenze interiori e trasformare il nostro sentire con la dolcezza di un abbraccio simbolico che ti invoglia a migliorare.


Facciamo un esempio pratico.

È rabbia quella che provi? Scaturisce spontaneamente in te e sfocia in scatti d’ira? Viene esaltata da situazioni o persone che ti circondano e favoriscono questo sentimento?

In una situazione del genere rimane fondamentale evitare di reprimere ciò che proviamo: il controllo totale delle emozioni non solo è privo di qualsiasi utilità, ma può rivelarsi fuorviante della propria personalità nel momento in cui la frena sino a ricoprirla di uno strato di menzogna che cela ciò che siamo e proviamo veramente.

Come può essere proficuo reprimere se c’è il costante rischio di un eclatante esplosione finale, esasperata da questa condizione psico-emotiva debilitata?

Inibire i sentimenti è assolutamente da evitare e lo stesso vale per gli eccessi nell’esternare le emozioni forti.

Possiamo però trasformare!

Cogliere l’essenza personale e lavorare sulla propria interiorità (rappresentativa di ciascuno degli aspetti simbiotici dei nostri opposti), ci consente di andare a sciogliere le disarmonie energetiche più forti (che non vengono eliminate, ma ripulite nella profondità del loro significato).

Le caratteristiche del proprio essere rimangono; l’impulsività naturale non viene cancellata, ma continua nella fluidità di un temperamento che viene scosso o sollecitato solo in situazioni particolari e critiche.

Smorzare degli aspetti interiori grazie ad un lavoro personale non è quindi sminuirsi o cancellarsi, bensì rivalutarsi. Non significa lasciarsi sopraffare dagli eventi o dalle persone con cui abbiamo a che fare, ma unicamente risvegliare il bisogno di ego benefico, utile e costruttivo nel momento in cui la nostra trasformazione interiore, la nostra nuova calma, il rilassamento dei precedenti eccessi risultino, nel pensiero altrui, segno di debolezza e rischio di venire sopraffatti. Semplicemente scegliamo di stare bene con noi stessi, di guarire taluni aspetti che sinora ci hanno contraddistinto, di regalarci momenti di calma e rilassatezza, consci che la nostra forza interiore e la nostra personalità non sono cambiate e che, in caso di bisogno, possiamo con risolutezza farci valere con chiunque ed in ogni situazione.

Nel momento in cui il benessere interiore diventa nostra priorità, la mente conscia diviene supporto fondamentale dell’integrità del nostro essere e delle nostre manifestazioni, mentre il cuore finalmente si rilassa e si concede solo emozioni armoniose.

Gessica Mansutti

 

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